Processo partecipativo

Cos’è MiCS?

La  Regione Puglia varerà il Piano triennale delle politiche per le migrazioni con il coinvolgimento di tutti i cittadini, le associazioni, le organizzazioni sindacali e datoriali, e gli enti che operano nel settore dell’immigrazione, oltre che di tutti coloro che hanno a cuore tali tematiche. 

Il processo partecipativo si chiama MiCS – Migrazione Condivisa e Sostenibile, non solo perché dal mix di culture e di popoli proviene ricchezza sociale per le comunità, ma anche perché l’inclusione deve passare da una condivisione di tutti i soggetti coinvolti e contenere elementi di sostenibilità senza i quali qualsiasi scelta politica si trasformerebbe in utopia o in un bel libro di sogni. 

In ciascuna provincia si terrà prima un incontro con la cittadinanza attiva, per definire le priorità sui quattro assi principali: politiche del lavoro, politiche abitative, politiche per la salute e politiche per l’integrazione. A distanza di qualche giorno si svolgeranno gli incontri con gli amministratori locali per esporre le priorità emerse dall’incontro pubblico. I risultati di questo percorso saranno presentati pubblicamente per poi procedere all’iter amministrativo. Pur chiamandosi Piano triennale, proprio alla luce dei cambi nelle dinamiche migratorie, quanto definito sarà comunque oggetto di una revisione partecipata annuale.

Il percorso che porterà alla approvazione del Piano triennale delle politiche per le migrazioni sarà realizzato a cura della Sezione Sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni ed antimafia sociale della Regione Puglia con l’assistenza tecnica di IPRES – Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali

Analisi di contesto

La Regione Puglia varerà il Piano triennale delle politiche per le migrazioni anche sulla scorta del dettato normativo regionale previsto dalla legge n. 32 del 4 dicembre 2009,

L’immigrazione rappresenta un fenomeno sociale di indiscussa complessità che non può e non deve essere relegato a semplice problema di ordine pubblico. È anche vero, comunque, che tale fenomeno indubbiamente presenta consistenti implicazioni in quella direzione. L’immigrazione, altresì, non può e non deve essere considerata una piaga sociale da esorcizzare ma, bensì, una componente sociale da equilibrare. Il processo di inclusione, legato alle dinamiche migratorie, incarna una sfida importante per la società accogliente. Un’evoluzione positiva che va alimentata e sostenuta con efficaci risposte del sistema locale alle fondamentali esigenze dei migranti, donne, uomini e bambini, per garantire condizioni di vita dignitose fin dal loro primo accesso e per promuovere in prospettiva il pieno esercizio del diritto di cittadinanza. Dal punto di vista della società ricevente molto spesso l’inclusione è pensata come accettazione pacifica della subordinazione. L’idea comunemente condivisa, fondamentalmente, è quella di un’inclusione subalterna dei migranti che accettano di svolgere i lavori “poveri” e di vivere condizioni particolarmente difficili dal punto di vista abitativo, sanitario e culturale.

Al 31 dicembre 2015 risultano essere residenti in Puglia 122.724 cittadini stranieri, con un’incidenza del 3% sulla popolazione totale (al di sotto della media del Sud Italia 4,0% e lontano da quella nazionale 8,3%). In Puglia è presente il 2,4% del totale degli immigrati residenti in Italia. Tenuto conto che continueranno i flussi di migranti nella loro composizione mista (richiedenti asilo e lavoratori) e che, come previsto dalle proiezioni dell’Istat, persisteranno le esigenze demografiche dell’Italia, è opportuno iniziare a considerare i “nuovi venuti” come possibili leve da inserire nel mercato occupazionale. E questo può realizzarsi solo facendosi carico, come istituzioni, sia del bilancio delle loro qualifiche sia  delle strategie formative e occupazionali più adeguate per immetterli nel mercato del lavoro.

È evidente che i flussi migratori hanno vissuto nel corso degli ultimi anni mutamenti improvvisi che si incrociano con le presenze stabili nel nostro Paese e nella nostra Regione. In una recente intervista Papa Francesco ha così sintetizzato la sua visione politica sul tema: “con i migranti: primo salvarli, poi accoglierli in maniera dignitosa ed infine integrarli”. Situazioni differenti, esigenze diverse, percorsi che vanno gestiti con un approccio che favorisca la partecipazione delle comunità ospitanti allo scopo di renderli efficaci.